Blog: http://zorzo.ilcannocchiale.it

Comunicato del Laicato di Roma

Ricevo e volentieri pubblico il comunicato che il Laicatus Urbis, ovvero il Laicato di Roma, la massima autorità dei laici cattolici nella capitale ha diffuso oggi, 16 marzo 2010, a parziale correzione del comunicato emesso domenica scorsa dal Vicariatus Urbis, ovvero il Vicariato di Roma.

"Constatiamo con pena che le raccomandazioni vicariali riscuotono poca attenzione, perché purtroppo molto bassa è la fiducia verso la classe ecclesiale in generale. I laci cristiani, che nell’esercizio del loro ministero incontrano la  gente ogni giorno, e la società civile nel suo insieme, restano convinti che le parole che si ascoltano volentieri dai pastori della Chiesa sono quelle confermate dalla testimonianza della vita e dall’impegno concreto e coerente.

I laici cristiani ritengono un comportamento molto poco rispondente al Vangelo quello che conduce alcuni pastori ad esprimersi con tali parole: "il progetto politico che sosteniamo". Non potendosi infatti identificare la parola di Dio e il servizio ecclesiale con un esplicito riferimento a qualsivoglia progetto politico. Considerano quindi non solo grave, ma passibile di sanzione presso la Pontificia Congregazione della Dottrina della Fede il documento licenziato dal Vicariato di Roma. Ricordano a tale proposito la profetica e augusta battaglia del compianto Papa Giovanni Paolo II contro una dottrina potenzialmente eretica della nostra Fede denominata "Teologia della liberazione".

Constatiamo pertanto come il  rischio di una mondanizzazione, di una immanentizzazione della fede siai sempre presente tra i fedeli cattolici, anche in quelli animati dalle migliori e più buone intenzioni. La Chiesa, nella sua funzione vicaria e di testimonianza, non può nfatti intestarsi, identificarsi, sostenere alcun determinato progetto politico mondano. Riconosciamo dunque in questo documento un cedimento grave ad una tentazione che produce, tra gli altri effetti, l'ìinfausto risultato di relativizzare l'annuncio della salvezza, di renderlo contingente e parziale invece che perenne ed universale.

Constatiamo con preoccupazione pertanto quanto i semi del relativismo e dell'immanentismo abbiamo attecchito in terreni e campi, ad esempio il Vicariato di Roma, che consideravamo per loro natura virtualmente immuni. Richiamiamo in conclusione tutta la comunità ecclesiale romana a vivere pienamente la Quaresima come momento di conversione, di silenzio e di deserto, certi che da questi, più che da inutili comunicati, trarremo la Fede, la Speranza, i doni dello Spirito".

Laicatus Urbis
16 marzo 2010

 

Pubblicato il 16/3/2010 alle 23.6 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web