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Dio mercificato

Fa impressione il logo e il messaggio del convegno organizzato in questi giorni a Roma dal comitato del progetto culturale, un comitato si fa per dire, vista la cucitura su misura per le ambizioni e i progetti del Cardinale Camillo Ruini, un comitato personale. Fa impressione perché fino ad ora molto si era visto ma un Dio trattato da prodotto merceologico, da bene di consumo, da status symbol, no, non si era davvero ancora mai visto. Il logo e il messaggio dunque: Dio Oggi, con lui o senza di lui cambia tutto. scritta bianca e oro sopra un cielo blu con stelle sparse e pure una cometa che scende obliqua da sinistra verso destra. un perfetto sfondo da marketing natalizio. un dio pandoro, un dio panettone. per i colori e il contesto sembra una variante della pubblicità di Bauli. fin qui il contesto. Ora il testo: "Dio oggi" che vuol dire? vuol dire Dio incarnato? vuo dire riconoscerlo come segno di contraddizione? cogliere i segni dei tempi? vuol dire riconscere la croce ed assumerla su di sé?. Vuol dire Cristo Dio crocifisso? No. Dio oggi richiama l'attualità non l'eternità di Dio, ma Dio può essere attuale? può essere di moda? Dio può imporsi all'attenzione come si impone un prodotto saggiamente e sapientemente pubblicizzato? ma "Dio oggi" evoca pure un approccio sociologico, statistico al problema della fede. Quasi che la presenza di Dio nella contemporaneità fosse qualcosa di misurabile, di conoscibile, di quantificabile. Sarebbe stato ben diverso titolare: "Dio, qui e ora". Avrebbe significato altro, innazitutto avrebbe significato: cazzi vostri che mo' arrivo Io! quandom meno ve lo aspettate. irrompo nella vostra vita, siete disposti ad aprirmi la porta, la casa, il vostro cuore? ma la mercificazione raggiunge l'apoteosi con il sottotitolo: "con lui o senza di lui cambia tutto" dove quel con non sa molto di compagnia, di condivisione, di comunione. Sa di possesso. se ce l'hai bella pe' te, se non ce l'hai peggio per te. Dio come un lines seta ultra quallsiasi. Non ci siamo. il rapporto con Dio non può essere di possesso ma di comunione. uno stato che afferisce più alla sfera dell'essere che a quella dell'essere utile o dell'avere. eppure un messaggio del genere "Dio oggi, con lui o senza dilui cambia tutto" sembra proporre un'idea strumentale e non finale di Dio. Dio non è il nostro destino ma lo strumento con cui cambiamo le cose, lo strumento con cui affermiamo la nostra identità nel tempo e nello spazio, uno status symbol.
ecco, se le cose stanno così di cosa abbiamo ulterIormente bisogno per capire? La Chiesa per diffondere la parola usa strumenti e mezzi pubblicitari. e se è vero che il mezzo è il messaggio allora non ce n'è per nessuno. altro che progetto culturale. l'unico vero reale egemone progetto culturale nel nostro Paese lo ha realizzato Berlusconi, non Camillo Ruini, tanto è vero che, come dimostra questo convegno, è la Cei a seguire le orme di Berlusconi non il contrario.

Pubblicato il 11/12/2009 alle 23.20 nella rubrica Diario.

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