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pensieri lenti.. e cattogaudenti


Diario


3 settembre 2009

paraBoffo italiano

Con il passare dei giorni il caso Boffo-Feltri assume contorni più chiari seppure nel complesso la vicenda si inscriva nella categoria del paradosso. Non si tratta di uno scoop ma di una esecuzione su mandato. Non si tratta di un incidente nella tutela della privacy ma di un’azione all’interno di un disegno più organico. Della tutela della privacy di Boffo a Berlusconi non gliene frega una mazza. E’ lui il primo ad ostentare e spettacolarizzare la sua privacy. La solidarietà e la dissociazione inizialmente espresse nei confronti della querelle Avvenire-Giornale risultano dunque viepiù ridicole e mendaci. Berlusconi e il suo Giornale vogliono far capire alla Chiesa italiana e al Vaticano chi è che comanda, chi dà le carte, chi ha il potere temporale e insieme il potere spirituale in Italia oggi. E’ da considerare che il potere spirituale non è più quello di una volta ma è il potere sull’immaginario, un potere che il Presidente del Consiglio conosce bene e domina come nessun altro. Ebbene, la massima autorità in termini di politica e di cultura, ovvero in termini di struttura e di sovrastruttura avrebbe detto un vecchio marxista è una e una sola, guai a chi la contraddice. Un autorità che non riceve investiture da parte dei vescovi anzi, è un’autorità che con il suo House Organ, comincia seriamente a dare scomuniche. La campagna del Giornale si inscrive in questo schema: è una campagna di normalizzazione, di riduzione all’obbedienza della Chiesa italiana. Per questo e solo per questo il direttore dell’Avvenire Dino Boffo a parere di chi scrive, non si deve dimettere. Almeno non ora, sotto la pressione di Vittorio Feltri, sarebbe la certificazione di uno stato di minorità, di una subalternità della Chiesa italiana nei confronti del potere politico con davvero pochi e non commendevoli precedenti nella storia.
Detto questo, la querelle ha davvero qualcosa di paradossale.
Dino Boffo ha assunto la direzione dell’Avvenire con un preciso mandato politico: distruggere la sinistra, smantellare il cattolicesimo democratico, affondare l’Ulivo. Un compito che ha seguito con diligenza ed entusiasmo. Indimenticabile la sua prima pagina all’indomani del fallimento del referendum sulla fecondazione assistita: “un’Italia adulta”. Evidente allusione a chi nei rapporti con la gerarchia si era definito "cattolico adulto" e quindi determinato a disobbedire all’invito all’astensione promosso dai vescovi. Quel numero di Avvenire suonava come un avvertimento, se non mafioso particolarmente strafottente, al grande nemico di Avvenire e del Cardinal Ruini negli ultimi 15 anni: Romano Prodi, il candidato in pectore dell’Unione per le elezioni politiche dell’anno successivo. Siamo al giugno del 2005.
Ecco, proprio questo è l’eclatante paradosso della situazione attuale: chi si è maggiormente prodigato nella delegittimazione politica e umana di Romano Prodi togliendogli certosinamente pezzo dopo pezzo frange rilevanti di consenso cattolico oggi riceve il benservito da chi da questa delegittimazione ha maggiormente beneficiato, vale a dire Silvio Belrusconi. Insomma in parole povere questa storia dimostra che negli ultimi 15 anni Dino Boffo e il suo editore di riferimento il Cardinale Camillo Ruini hanno fatto sostanzialmente gli utili idioti di Silvio Berlusconi. Ora che Romano Prodi è fuori dai giochi, che l’Ulivo è finito, e che il PD non rappresenta politicamente una vera minaccia ecco, ora che hanno assolto alla loro funzione possono solo tacere, se si permettono di sollevare eccezioni possono anche accomodarsi alla porta. E così chi ha sparato più volte a pallettoni sulla sinistra viene fatto cadere a sinistra da un gioco cinico e lucido davvero geniale. Una lezione di politica come ce ne sono poche. Questa volta i preti hanno trovato uno più “golpe e lione” di loro. E c’è da augurarsi che almeno la parola “golpe” resti al senso che gli diede Machiavelli.




permalink | inviato da zorzo il 3/9/2009 alle 2:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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